…Dicono che c'è un tempo per seminare e uno più lungo per aspettare… io dico che c'era un tempo sognato che bisognava sognare.

...solo un sogno, un'emozione...una nuvola...solo un alito di vento che ti sfiora, solo l'eco dei tuoi passi nella sera...

domenica 30 dicembre 2012

Qual è l'amicizia perfetta fra due esseri umani

Qual è l'amicizia perfetta fra due esseri umani: quella fra due Persone o quella fra due Anime? La differenza è che le Persone sono ancora condizionate dalla dura scorza dell'Ego, dalle circostanze esteriori (sociali, culturali, economiche), dalla convergenza di interessi specifici; mentre le Anime affini vanno dritte l'una al cuore dell'altra.
Secondo noi, non c'è alcun dubbio che l'amicizia tra Anime sia il livello più alto che l'amicizia può assumere nella vita terrena; essa non bada in alcun modo alle circostanze e alle convenienze e non si impernia attorno a particolari motivi d'interesse; ma è caratterizzata da un'attrazione e da una dedizione totali, ed in essa si ha sovente l'impressione di ritrovare qualcosa che si era già vissuto altrove.
Invero, vi è qualcosa di arcano e quasi di sconvolgente in quella forza misteriosa che ci sospinge irresistibilmente verso un altro essere umano, al di là di qualunque ragionamento e di qualsiasi argomento razionale o suscettibile di essere esaminato e spiegato in termini razionali; qualcosa che fa realmente pensare alla metempsicosi e alla reminiscenza, come se ci fosse dato di ritrovare qualcuno che avevamo già conosciuto prima, anche se, in questa vita, siamo assolutamente certi che non avevamo mai visto quella tale persona.
Quando, poi, una amicizia fra Anime si instaura fra due individui di sesso diverso - evento raro e difficile, e sempre sospeso su un filo di rasoio - noi veramente sentiamo una potenza immensa sprigionare da essa, sentiamo le nostre forze moltiplicarsi inspiegabilmente; ci sembra di trasformarci quasi in creature sovrumane, non per qualche nostro merito speciale, ma proprio in virtù di quella prodigiosa alchimia che si sprigiona dal contatto e dall'incontro profondo tra la nostra anima e quella dell'altra (o dell'altro).
A volte gli psicologi moderni creano parole ed espressioni nuove per indicare contenuti antichi: l'amicizia fra Anime designa, in fondo, qualcosa di molto vicino al concetto di «amicizia spirituale», ben noto ai filosofi e ai teologi medievali (cfr. il nostro precedente articolo «Bellezza, bontà e verità dell'amicizia spirituale nel pensiero di Aelredo di Rievaulx», consultabile sempre sul sito di Arianna Editrice).
Un altro aspetto importante dell'amicizia fra Anime è che essa si configura sempre come un triangolo: perché, accanto ai due individui in essa coinvolti, si staglia la presenza di un Altro, che ne è il supremo garante ed il silenzioso testimone: è da Lui che scaturisce un altissimo concetto della verità, per cui né l'una, né l'altra anima oserebbero mentire, ingannare, barare al gioco della vita in qualunque maniera, come invece avviene, purtroppo, nell'amicizia tra persone.
In un certo senso, l'Altro è sempre presente, e non solo nelle relazioni umane; ma solo nell'amicizia tra anime Egli diviene elemento decisivo, perché solo nell'amicizia tra anime i due contraenti preferirebbero qualunque male, anche la morte, piuttosto che venire meno alla verità che vive in essa e rimangiarsi la sacra promessa di lealtà e fedeltà incondizionate. «Non esiste amore più grande di colui che dà la vita per i propri amici», ebbe a dire un Maestro che, di queste cose, se ne intendeva.
Scrivono Connie Zweig e Steve Wolf nel libro «Il volto nascosto dell'anima» (titolo originale: «Romancing the Shadow», New York, Ballantine Books, 1997; traduzione italiana di Laura Castoldi ed altri, Milano, Rizzoli Editore, 1997, pp. 232-34):
«In molte culture vengono organizzati rituali per onorare il vincolo unico dell'amicizia. In India ragazzi si sposano due volte: prima, durante la pubertà, si legano a un amico verso il quale si assumono un impegno per la vita e poi, all'età di sedici anni, scelgono una moglie, con cui allacciano un altro legame inscindibile. Grazie a questi riti il ragazzo impara ad avere fiducia nelle relazioni, insegnamento che non dimentica mai. Anche in Germania le cerimonie dell'amicizia richiedono che le due persone, ciascuna delle quali tiene in mano un boccale di vino o birra, si avvicinino fisicamente intrecciando le braccia e vuotino i bicchieri dopo aver formulato una promessa di fratellanza eterna.
Questo tipo di amicizia non è un'amicizia tra Persone, che potrebbe nascere da circostanze comuni come quella in cui vengono a trovarsi i colleghi di lavoro, i componenti di una squadra sortiva o i genitori di bambini in età scolare. Di solito non deriva da una coincidenza degli obiettivi come quelli perseguiti dai membri di un club che mirano ai medesimi risultati o dai membri di una comunità spirituale alla ricerca di una consapevolezza più elevata, i quali condividono il legame dello spirito, che trascende la Persona, ma non il legame più personale dell'anima. In un'amicizia al livello della Persona possiamo essere attratti dagli scudi dell'altro individuo (sesso, denaro, potere) e cercare di accattivarceli per il nostro interesse, di sfruttarli per i nostri fini. Può darsi che rimaniamo imprigionati in determinati ruoli, in cui uno porta l'altro alla dipendenza o ha una posizione di superiorità perché l'altro prova invidia o vergogna; oppure può darsi chele due persone pratichino un'attività insieme, come lo shopping o il basket, senza molta confidenza. In un'amicizia tra Persone i due individui tendono infine a esprimere sentimentalismo, che rappresenta un surrogato, una forma facilmente digeribile delle emozioni più profonde e oscure.
In un'amicizia tra anime accettiamo e riconosciamo invece le nostre nature essenziali. I ruoli sono più fluidi; il rispetto è reciproco; quello che avvertiamo come un legame profondo non si basa tanto sul "fare" quanto sull'"essere". L'amicizia a livello dell'anima richiede una lealtà che vada al di là de sentimenti o delle opinioni effimere dell'amico, una lealtà che spera gli obiettivi e le apparenze temporanei. Richiede autenticità o lealtà dell'anima. Richiede infatti di onorare il Terzo dell'amicizia. In cambio offre un posto ove non abbiamo bisogno di nasconderci.
L'amicizia tra anime assume inoltre significati diversi a seconda del contesto. Per due ragazzine che si conoscono durante l'adolescenza, provano un forte interesse reciproco, entrano nella fase del guscio, diventano inseparabili e rimangono amiche fedeli negli anni del college, del matrimonio e della maternità, l'amicizia tra anime sopravvive al passare del tempo. Dura nonostante le circostanze mutevoli e le differenze evolutive. Può darsi che perda di intensità, che rimanga latente per anni o che rappresenti l'unica relazione stabile della vita, un rapporto che dura persino più del matrimonio. Ognuna delle due donne coinvolte ha una testimone alla stria della propria vita. Se è fortunata, ognuna delle due ha un posto dove sentirsi a casa.
Per queste amicizie intramontabili il ricordo della storia vissuta in comune è un fattore chiave. Mnemosine, la dea della memoria, alimenta il rapporto permettendo agli amici di unirsi attraverso il passato quando il legame presente si assottiglia. In quanto madre delle Muse, ama la meditazione, i racconti, le rime e i miti nonché le immagini che danno unità alle narrazioni. Quando gli amici si abbandonano ai ricordi sono meno interessati ai fatti o agli avvenimenti che alla memoria simbolica, al ricordo di momenti vissuti con intensità e carichi di significato. Come la psicoterapia, l'amicizia dà spazio a questo tipo di memoria soggettiva.
Alcuni amici che si incontrano dopo anni hanno l'impressione di riconoscersi l'un l'altro a un livello profondo e inespresso; l'affinità trascende le loro storie personali. Non hanno dunque bisogno di voltarsi indietro e ricordare il passato. Entrano insieme nel presente come se il loro legame non avesse tempo, come se il Terzo fosse esistito prima del loro incontro e incollasse i loro destini l'uno all'altro.
Coloro che sono attratti dall'affinità o che amano incontrare persone simili a se stessi provano una sensazione di risonanza con l'altra persona come se si trattasse di un gemello. Come i greci Castore e Polluce, in alcune tribù africane i gemelli rappresentano l'ideale dell'amicizia. I bambini nati nello stesso giorno sono considerati gemelli che in qualche modo sono stati separati prima della nascita ma che sono uniti da un legame eterno. Gli amici condividono quindi il percorso prima e dopo la vita; i loro destini sono intrecciati. Incarnano il mistero del due in uno.»
L'amicizia fra anime, come dicevamo, è di per se stessa uno degli indizi che sembrano suggerire la realtà di una nostra esistenza anteriore a questa vita presente, perché essa, talvolta, nasce e si sviluppa con ardore così impetuoso, con forza così invincibile, come se ciascuno dei due individui percorresse una strada già nota in precedenza: la strada di casa.
Dove fosse la nostra casa prima di questa vita, nessuno può dirlo, così come nessuno può dire con precisione dove essa sarà, dopo che ce ne saremo andati; ma quel legame indissolubile, che unisce due anime per la vita e per la morte, riesce difficile da spiegare, se si ritiene che tutto ciò che esiste sia qui, ora, sotto i nostri sensi, e che non vi siano né un prima, né un dopo. Invero, così come certi legami tra figli e genitori sembrano suggerire che siano stati i primi a scegliere i secondi, in un altrove che nessuno potrebbe precisare, allo stesso modo certi legami che si stabiliscono nell'amicizia fra anime fanno pensare al ritrovarsi di due anime che si erano già conosciute e che già godevano della reciproca vicinanza come del bene più prezioso.
Nell'amicizia fra anime cade ogni astuzia, ogni competizione, ogni istinto di supremazia, per lasciare il posto al desiderio del bene incondizionato per l'altro: nessun legame umano è ad essa paragonabile, nemmeno quello tra genitori e figli, perché quest'ultimo ha un'origine biologica e sociale, mentre quella si direbbe venuta direttamente dal cielo.
Molti poeti e scrittori antichi ne hanno compresa tutta l'importanza e la magnificenza, e l'hanno celebrata in alcune delle pagine più belle della letteratura di ogni tempo; un esempio per tutti è quello dell'amicizia fra Eurialo e Niso, nell'«Eneide», ove Virgilio tocca un vertice insuperato nella descrizione di tale sublime sentimento, così come neppure Omero aveva saputo fare (se non, forse, nell'ambito dell'amicizia fra uomo e animale, e precisamente nello stupendo episodio del cane Argo, che attende per venti anni il ritorno del suo padrone Ulisse, nell'«Odissea»). La tanto decantata amicizia fra Achille e Patroclo, in confronto, appare sbiadita e indefinibile: infatti noi possiamo intuirla, più che vederla, nei versi dell'«Iliade».
Altri esempi celebri di amicizia fra anime sono quello di Davide e Gionata, nell'ambito dell'Antico Testamento, e quello di Gilgamesh ed Enkidu, in quello della cultura babilonese. È quasi superfluo aggiungere che molti studiosi moderni, sulla scorta della psicanalisi freudiana, non hanno saputo trattenersi dal ravvisare, in ciascuna di tali amicizie leggendarie, le tracce di una forte componente omosessuale, più o meno esplicita; ma, come spesso avviene ai seguaci della dottrina del sospetto, non è detto che le loro sin troppo facili illazioni abbiano colto nel segno.
La verità è che un'amicizia fra anime è talmente rara e preziosa, talmente al di là e al di sopra delle normali amicizie tra persone, che, giudicata dall'esterno, essa può facilmente dare adito a un tale genere di pensieri; ma, spesso, a torto. Il fatto è che colui che sta su di un piano inferiore, non possiede gli strumenti concettuali ed etici per comprendere, e meno che meno per giudicare, ciò che giace ad un livello superiore.
Un esempio banale: per un uomo rozzamente materiale, una donna nuda, distesa mollemente in posa sensuale, non è altro che un richiamo ai più bassi appetiti del corpo; ma per il grande artista, come Tiziano o Giorgione, è il magnifico soggetto di una grande opera d'arte, nella quale il mistero della bellezza viene celebrato in un'aura di sublime poesia. Perciò, bisogna stare attenti a non giudicare secondo le apparenze: perché ciascuno vede secondo la propria capacità visiva, e giudica secondo il proprio metro di evoluzione spirituale.
Concludiamo queste brevi riflessioni affermando che l'amicizia indissolubile fra due anime è una di quelle esperienze eccezionali che possono conferire significato e valore ad una intera esistenza umana.
In essa, infatti, ciascuna delle due parti si sente continuamente sollecitata a dare il meglio di sé, in termini di devozione, gratitudine, lealtà, solidarietà, abnegazione, all'interno di una nobile competizione per non essere mai da meno l'una dell'altra; ed è così rara perché, se è vero - come sosteneva Aristotele - che la vera amicizia è propria solo dei buoni, allora bisogna ammettere che l'amicizia fra anime è propria soltanto delle anime eccellenti: le quali, nel panorama della vita ordinaria, costituiscono notoriamente una merce assai poco frequente.
Prof. Francesco Lamendola

Di lungo corso

Per Elza
La mia anima riposa
nella tua anima,
dove la luce mai è
disattivata:
nave di lungo
corso nelle acque.
Rotonda la luce e noi
ormeggiamo alla foce
con il fondo calmo.
In me ti animi
e amandoti, io animo. 
Carlos Nejar

Tropico assoluto

Palmeti azzurri e bianchi,
splendente sole marino sulla costa,
vento iodato, corpi nudi, mareggio...
Sto contemplando questa terra come se la vedessi per la prima volta
o stessi per lasciarla.
Ad essa mi afferro, celebro l'antico desiderio
in ogni roccia, in ogni piccolo ciottolo.
È lo stesso paesaggio che modula le voci
tante volte sentite in città e villaggi,
lo stesso sole che bruciava
nelle assorte retine dei miei genitori.
Non so più se questa terra la vedo da un altro mondo
e ora vago assente
attraverso i tratti del sogno.
Questa luce ha in sé la vita e la morte
in un fascio di fluttuanti colori
che il mio silenzio mi disegna in parole.
In questa luce la falsa perla del truffatore
la donna nera col turbante che si fa il segno della croce,
gli stracci del bimbo venditore ambulante,
l'alcatraz, la cicala, la calura delle maremme,
mi appaiono in un ampio arcobaleno
dove la magia del tropico assoluto
cresce in un urlo nel profondo del mio sangue.
Eugenio Montejo 
(da Tropico assoluto, 1982) 

La persona giusta


Un giorno incontriamo la persona giusta. Restiamo indifferenti, perché non l’abbiamo riconosciuta. Passeggiamo con la persona giusta per le strade di periferia, prendiamo a poco a poco l’abitudine di passeggiare insieme ogni giorno. Di tanto in tanto, distratti, ci chiediamo se non stiamo forse passeggiando con la persona giusta: ma crediamo piuttosto di no. Siamo troppo tranquilli, la terra e il cielo non sono mutati; i minuti e le ore fluiscono quietamente, senza rintocchi profondi nel nostro cuore. Noi ci siamo sbagliati già tante volte: ci siamo trovati in presenza della persona giusta, e non la era […]. Per settimane e mesi, passiamo i giorni con la persona giusta, senza sapere: solo a volte, quando rimasti soli ripensiamo a questa persona, la curva delle sue labbra, certi suoi gesti inflessioni della voce, nel ripensarli, ci danno piccolo sussurro al cuore: ma non teniamo conto d’un così piccolo, sordo sussulto. La cosa strana, con questa persona, è che ci sentiamo sempre così bene e in pace, con un largo respiro, con la fronte che era stata così aggrottata, torva per tanti anni, d’un tratto distesa; e non siamo mai stanchi di parlare e ascoltare. Ci rendiamo conto che mai abbiamo avuto un rapporto simile a questo con nessun essere umano; tutti gli esseri umani ci apparivano dopo un po’ così inoffensivi, così semplici e piccoli; questa persona, mentre cammina accanto a noi col suo passo diverso dal nostro, col suo severo profilo, possiede una infinita facoltà di farci tutto il bene e tutto il male. Eppure noi siamo infinitamente tranquilli.
— Natalia Ginzburg, I rapporti umani (Le piccole virtù, 1953)

sabato 29 dicembre 2012

Conoscersi

Lui le passò la mano su tutte le vertebre, una per una, e lei non disse: basta mi fai il solletico, anche se lui temeva che lo facesse da un momento all’altro. Invece rimase semplicemente a guardare fuori dalle tende scolorite, coi capelli che frusciavano da un lato. Lui le accarezzò la spina dorsale da cima a fondo, un pezzetto alla volta, e per tutto il tempo che gli ci volle per farlo, il suo cervello rimase assolutamente in silenzio. E’ a questi spazi vuoti che bisogna stare attenti, perchè si riempiono di sentimento prima ancora che uno si renda conto di cos’è successo; e che si ritrovi, arrivato in fondo alla spina dorsale di lei, diverso.

Aimee Bender – Conoscersi

Io so che

Io so che lei è stata la stella
del mio mattino e che è tornata per me
nel cielo della sera, perché riconoscessi
il suo sorriso.
L'avevo perduta durante le ore stanche
del giorno, ma lei s'è imbarcata
per un viaggio solitario che doveva riunirci
all'inizio della notte.
La sua voce, un tempo, turbava il mio sangue
di tentazioni audaci; fra le ombre ora
lei mormora cose che non capisco.
Io so però che lei è sempre la stessa,
che sotto veli cangianti mi chiede ancora
una parola d'amore.
Rabindranath Tagore

Poesia dal silenzio

Spengono la lampada e il suo globo risplende
un istante prima di sciogliersi
come una pastiglia in un bicchiere di tenebre. Poi si sollevano.
Le pareti dell’albergo si gettano nel buio del cielo.
I gesti dell’amore si sono acquietati e loro dormono
ma i pensieri più segreti s’incontrano
come quando s’incontrano due colori e l’uno nell’altro fluiscono
sulla carta bagnata di un dipinto infantile.
È buio e silenzio. Ma la cittá stanotte
si è avvicinata in fretta. A finestre spente. Le case sono qui.
Vicinissime, stanno serrate in attesa,
una folla di volti inespressivi.
 
Tomas Tranströmer

Le Pietre

Sento cadere le pietre che abbiamo gettato,
cristalline negli anni. Nella valle
volano le azioni confuse dell’attimo
gridando da cima a cima degli alberi, tacciono
nell’aria più leggera del presente, planano
come rondini da cima
a cima dei monti finché
raggiungono l’altopiano più remoto
lungo la frontiera con l’aldilà.
Là cadono
le nostre azioni cristalline
su nessun fondo,
tranne noi stessi.
Tomas Tranströmer

Il silenzio dei sentimenti

Ci sono persone che vivono un'esistenza intera senza mai rivelare a nessuno la tempesta dei sentimenti di cui loro sono vittime. Ci sono situazioni familiari, dove lei o dove lui non fanno mai trapelare, ma neanche minimamente, quello che è il loro mondo interno, quello che amano, quello che odiano. E il silenzio dei sentimenti è più vasto di quello che si possa pensare. Noi anzi, diciamo, purtroppo siamo abituati a qualcosa di diverso, siamo abituati, per esempio, a persone che si innamorano e lo devono dire su tutti i giornali, lo devono dire anche in televisione. Ma chi crede a queste persone? Chi crede a quelle parole? Io credo molto di più al silenzio dei sentimenti. Ed allora mi vengono in mente quelle situazioni analitiche molto profonde, molto intense, così ricche di significato che non possono neanche essere descritte, e che nascondono - uso questa parola, perché è proprio l'esatta parola che si dovrebbe usare - questa dimensione del sentimento che non si manifesta, ma che pure comunica. Cioè, poi il punto è questo: non c'è bisogno di dire una sola parola, ma quel sentimento ha già detto tutto. In genere io direi che queste situazioni sono sempre situazioni che si possono vivere in due. Situazioni nelle quali già, se per un attimo, io do un significato alla dimensione che vivo, già io deturpo quella situazione. E allora il silenzio dei sentimenti, il silenzio di una situazione emotiva che non viene mai fuori, diventa, in un certo senso, la matrice di una ricchezza incredibile, una ricchezza che non va comunicata verbalmente, ma va comunicata da cuore a cuore. E in quella comunicazione ci sono i misteri della vita più profondi che io conosca.
Aldo Carotenuto

Due innamorati

Io e la spiaggia siamo due innamorati
e veniamo avvicinati dall'amore e
separati dall'aria. Provengo da dietro
l'orizzonte azzurro per mischiare
la mia spuma argentea con l'oro
della sua sabbia e rinfresco il calore
del suo cuore con le mie limpide acque.
All'alba recito le leggi dell'amore nelle
orecchie della mia amata ed essa mi
stringe forte al suo petto; di sera
mi incanta con la preghiera della
nostalgia ed essa mi bacia.
Io sono insistente e il mio cuore
è paziente.
Quando arriva l'alta marea io
abbraccio il suo cuore, e quando
arriva la bassa io cado ai suoi piedi.
Nella quiete della notte,
quando le creature abbracciano la
brezza del sonno, noi rimaniamo
svegli ed incantati, sospirando ed
esclamando. La veglia ci ha distrutti,
però noi ci amiamo e la verità
dell'amore sta nel risveglio.
Khalil Gibran

Ascoltavo la pioggia

Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quale fragile ardore
sillabava e moriva.
L'infinito tendeva
ori e stralci di rosso
profumando le pietre
di strade lontane.
Mi abitavano i sogni
odorosi di muschio
quando il fiume impetuoso
scompigliava l'oceano.
Ascoltavo la pioggia
domandare al silenzio
quanti nastri di strade
annodavano il cuore.
E la pioggia piangeva
asciugandosi al vento
sopra tetti spioventi
di desolati paesi.
Alda Merini

Eternità

Eternità.
Tra un fiore colto e l'altro donato
l'inesprimibile nulla.

Giuseppe Ungaretti

Sospensione

Fuori da me,
nello spazio,
errante,
la musica dolente di un valzer;
dentro me,
profondamente nel mio essere,
la musica dolente del tuo corpo;
e in tutto,
vivendo l'istante di tutte le cose,
la musica della notte rischiarata.
Il ritmo del tuo corpo nel mio corpo...
Il dolce giro di valzer lontano,
titubante...
i miei occhi che bevono i tuoi occhi,
il tuo viso.
E il desiderio di piangere,
che giunge da tutte le cose.
Vinicius De Moraes

venerdì 28 dicembre 2012

Ci sono donne

Ci sono donne gonfie d’amore
sono spade e forcelle e assi
nella manica.
Vitalità si sporge
dai capezzoli per un latte piccolo
all’infante. Le condiziona la struttura celeste
quel tessere l’enigma
fino al velo scostato per pochissimo
fino alle sonde acute
di concentrazione.
Non sono donne in verità
ma passeri sporgenti su nidiate
inermi. L’estate entra
nei vestiti
e s’infila
in un sudore d’ossa delicate.
Sono qui. Portano parte del peso
una polvere di stelle primarie.
Soccorrono ridendo
le sponde d’un cielo
imperfetto che a volte cade.
Piangono. Ogni tanto.
Quel guastarsi del pane
il grave precipizio del tempo.
Sono che non c’è al mondo
bocca che rida meglio
di quella loro fiamma. O leggerezza
in sponda d’infante.
Niente c’è che perfori
come l’incendio a festa
di quel riso. Sono capanne
dove lo stanco pellegrino
piange
un poco
in sere cupe di gravità terrestre.
Dicono “si nasce in avanti. Verso la fonte
di tutta una luce. Al qui.
Al tempo. Al niente. Càlmati ora”.
Sono qui per questo. Portare la parola.
Ridere. Stare senza pensiero.
Dare da mangiare. Essere geniale svolta.
Pulire dove si sporca. Miracolare.
Sono opera intera d’un amore
trapuntato di stelle.
Mariangela Gualtieri

mercoledì 26 dicembre 2012

Tu tieni per me tutto il bello

Tu tieni per me tutto il bello
che cielo e terra e cuore abbracciano;
l'attrazione stellare di questa stella
che attrae come le tue lacrime!

La sinfonia sacra della sera,
il vento, i boschi e le acque,
e nel linguaggio muto dei tuoi sguardi
che, guardandomi, parlano;

Le audaci linee delle vette
che la celeste immensità assaltano,
nelle delicate curve del tuo seno
oh, collina sacra!

E lo sdegnoso trascinarsi delle onde
sui verdi giunchi e le alghe,
nel rapido vagare della tua memoria
per la mia vita di paria.

Io ho, per te, tutte le cose nobili
che cielo, terra e cuore abbracciano;
il caldo dei soli, dei soli che,
come me, ti amano!;

Il gemito profondo delle onde
che muoiono ai tuoi piedi sulla spiaggia,
nell'arazzo purpureo del mio spirito
abbattuto alle tue piante;

La castità celeste dei baci
di tua madre benedetta, nella mattina,
nella carezza augusta con cui tenera
ti circonda la mia anima.

Tu hai, per me tutto il bello;
io ho per te, tutto quello che ama;
tu, per me, la luce che risplende,
io, per te, le sue fiamme!

Pedro Bonifacio Palacios

lunedì 24 dicembre 2012

domenica 23 dicembre 2012

Nessuno conosce questa piccola Rosa

Nessuno conosce questa piccola Rosa -
Potrebbe essere una pellegrina
Non l'avessi presa dalla strada
E colta per te.
Solo a un'Ape mancherà -
Solo a una Farfalla,
Che si affretta da un remoto tragitto -
Per giacere al suo seno -
Solo un Uccello si stupirà -
Solo una Brezza sospirerà -
Ah Piccola Rosa - com'è facile
Per chi è come te morire!
Emily Dickinson

Ci abituiamo a poco a poco al buio

Ci abituiamo a poco a poco al buio
quando la luce è scomparsa ai nostri occhi,
come quando il vicino tiene in mano
il lume, testimone del suo addio.
Per un momento camminiamo incerti,
la novità della notte ci avvolge,
poi la visione si adatta alle ombre
ed avanziamo ritti sul sentiero.
Così accade in tenebre più vaste,
in quelle notti della nostra mente
quando a svelare un segno non c'è luna,
né sorge alcuna stella dentro l''anima.
I più audaci vanno un po' a tastoni,
e sbattono talvolta con la fronte
contro un albero, colpendolo in pieno.
Ma non appena imparano a vedere
o la tenebra non è più la stessa,
o qualcosa si aggiusta nella vista
adeguandosi alla notte fonda,
e la vita procede quasi dritta.
Emily Dickinson

Pace

La pace in me fluisce,
marea che lo stagno lambisce;
ma mia dovrà restare,
non defluirà come il mare.
Io sono lo stagno celeste
che venera il cielo d'estate:
le mie speranze eran queste,
sublimi, ora in te confinate.
Io sono lo stagno dorato
nel tramonto che brucia e vuol morire -
e tu sei il mio sole oscurato:
dammi le stelle tue da custodire.
Sara Teasdale

Semplice come il buongiorno

L'amore è chiaro come il giorno
l'amore è semplice come il buongiorno
l'amore è nudo come la mano
ma è il tuo amore il mio amore
perchè parlare di grande amore
perchè cantare alla grande vita?
E' vero l'amore è molto felice
e anche un po' troppo... può darsi
e quando chiudi la porta,
sogna di andarsene dalla finestra
Se il nostro amore voleva partire
facevamo di tutto per farlo restare
che cosa sarebbe senza di lui la vita
un valzer lento senza la musica
un bambino che non ride mai
un romanzo che nessuno legge
la meccanica della noia
senza amore nè vita!
Jacques Prevert

Notti condivise

Alla fine di un lungo viaggio, rivedo sempre quel corridoio, quella talpa, quella stanza calda cui la schiuma marina prescrive correnti d’aria pura come bambini appena nati, rivedo sempre la stanza dove venivo a spartire con te il pane dei nostri deside­ri, rivedo sempre il tuo pallore denudato che, all’alba, fa corpo con le stelle che scompaiono. So che chiuderò ancora gli occhi per ritrovare i colori e le forme convenzionali che mi consentono di accostarmi a te. Quando li riaprirò, lo farò per cercare in un angolo l’ombrello corruttibile dal manico di zappa che mi fa temere il bel tempo, il sole, la vita, perché non ti amo più in piena luce, perché rimpiango il tempo che ero partito per scoprirti e anche il tempo che ero cieco e muto di fronte all’universo incomprensibile e all’incoerente sistema di intesa che mi proponevi.
Non hai portata abbastanza la responsabilità di quel candore che sempre mi costringeva a rivolger contro di te le tue volontà?
Quali cose non mi hai fatte pensare! Ormai, vengo a vederti solo per esser piu certo del mistero grande che materia l’assurda durata della mia esistenza, l’assurda durata di una notte.
Quando arrivo, tutte le barche salpano, innanzi a loro cede il fortunale. Un’ondata libera i fiori oscuri, si riaccende il loro splendore e ancora una volta percuote le mura di lana. Lo so, non sei mai sicura di nulla, ma l’idea d’una menzogna, l’idea di un errore sono troppo superiori alle nostre forze. Da tanto tem­po la porta testarda non aveva ceduto, da troppo tempo la monotonia della speranza nutriva il tedio, da troppo tempo i tuoi sorrisi erano lacrime.
Ci siamo rifiutati di lasciar entrare gli spettatori, perché non c’era spettacolo alcuno. Ricordati, per la solitudine, la scena vuota, senza quinte, senza attori, senza musicanti. Si dice: il teatro del mondo, la scena mondiale e, noi due, non sappiamo piu che cosa sia. Noi due, insisto su queste parole, perché nelle tappe dei lunghi viaggi che compivamo separatamente, ora lo so, eravamo veramente insieme, eravamo veramente, eravamo, noi. Né tu né io sapevamo sommare il tempo che ci aveva sepa­rati al tempo durante il quale eravamo riuniti, né tu né io sapevamo sottrarlo.
Un’ombra ciascuno, ma nell’ombra ce ne dimenticavamo.

*

Eppure la luce m’ha donate talune belle immagini delle negative di quei nostri incontri. Ti ho identificata ad esseri che solo per la loro varietà meritavano di venir denominati cosI, con un nome sempre eguale, il tuo; ad esseri che trasformavo come trasformavo te, in piena luce, come si trasforma l’acqua d’una sorgente accogliendola in un bicchiere, come, ponendola in una altra, si trasforma la propria mano. Persino la neve, che fu dietro di noi lo schermo doloroso dove si scioglievano i cristalli dei giuramenti, persino la neve era mascherata. Nelle caverne terrestri piante cristallizzate cercavano le scollature dell’uscita.
Tenebre abissali tese verso una confusione abbagliante, non m’avvedevo che il tuo nome diventava illusorio, che esisteva ormai solo sulla mia bocca e che, a poco a poco, il volto delle ten­tazioni appariva reale, intero, solo. Allora mi volgevo a te.

*

Riuniti, ogni volta riuniti per sempre, la tua voce ti colma gli occhi come l’eco colma il cielo serale. Scendo verso le rive della tua parvenza. Che cosa dici? Che non hai mai creduto di essere sola, che non hai più sognato da quando ti ho vista, che sei come una pietra che si spezza per aver due pietre più belle della loro madre morta, che eri la donna di ieri e che sei la don­na d’oggi, che non c’è da consolarti perché ti sei divisa per essere intatta in quest’ora.
Tutta nuda, tutta nuda, hai il seno più fragile del profumo dell’erba gelata eppure ti sorregge le spalle. Tutta nuda. Ti sfili la veste con semplicità grande. E chiudi gli occhi ed è allora la caduta di un’ombra su di un corpo, la caduta dell’ombra intera sulle ultime fiamme.
Le messi delle stagioni precipitano, tu mi mostri il fondo del cuore. È la luce della vita che si giova delle fiamme diminuite, è un’oasi che si giova del deserto, che il deserto feconda, che la desolazione alleva. La frescura delicata e cava si sostituisce ai fuochi rotanti che ti destavano nella mente il desiderio di me. Sopra di te, i capelli ti scivolano nell’abisso che giustifica la no­stra lontananza.

*

Perché non posso, come ai tempi della mia giovinezza, dichiararmi ancora tuo discepolo, perché non posso convenire con te che il coltello e quel che il coltello taglia ben s’accordano fra loro? Il pianoforte e il silenzio, l’orizzonte e la distesa.
Con la forza e la debolezza, credevi poter conciliare le contraddizioni della presenza e le armonie dell’assenza, una unione maldestra, ingenua, e la scienza delle privazioni. Ma, più in basso d’ogni altra cosa, era il tedio. Che vuoi ricordi, delle nostre nostalgie, quest’aquila accecata?
Per le vie, per le campagne, cento donne sono disperse da te, tu laceri la somiglianza che le unisce, cento donne sono riunite da te e tu non puoi unificare quei loro lineamenti ed ecco che esse hanno cento volti, cento volti che assediano la tua bellezza.

*

E nell’unità di un tempo condiviso, vi fu improvvisamente un dato giorno di un dato anno che non potei accettare. Tutti gli altri giorni, tutte le altre notti; ma in quel giorno ho sofferto troppo. La vita, l’amore, avevan perso il loro punto d’appoggio. Rassicurati, se ho disperato del nostro accordo non fu a vantaggio di alcunché di duraturo. Non ho immaginata un’altra vita, davanti ad altre braccia, in altre braccia. Non ho pensato che un giorno avrei cessato di esserti fedele, perché per sempre avevo capito il tuo pensiero e il pensiero che tu esisti, che tu non finisci di esistere se non con me.
Ho detto ad altre donne che non mi piaceva che la loro esistenza dipendesse dalla tua.
Eppure la vita minacciava il nostro amore. La vita, che è sempre alla ricerca di un nuovo amore, per cancellare l’amore antico, l’amore pericoloso, la vita voleva mutar d’amore.
Principi della fedeltà … Perché i principi non dipendono sempre da regole seccamente vergate sul legno bianco degli antenati; ma da vivi rapimenti, da sguardi, attitudini, parole e segni della gioventù, della purezza, della passione. Nulla di tutto questo può essere cancellato. .

*

Mi ostino a unir finzioni con le realtà temibili. Case disabilitate, vi ho popolate di donne eccezionali, né grasse né magre, né bionde né brune, né folli né savie, poco importa, di donne piu seducenti che possibili, con un particolare. Oggetti inutili, per­sino la stoltezza che vi costruì mi fu sorgente di rapimento. Creature indifferenti, vi ho spesso ascoltate, come si ascolta il rumore delle onde e il rumore delle macchine d’una nave a­spettando deliziosamente il mal di mare. Mi sono abituato alle immagini meno abituali. Le ho vedute dove non erano. Le ho rese meccaniche come il risveglio e il sonno. Le piazze, come bolle di sapone, sono state enfìate dalle mie guance, le vie ai miei piedi uno davanti all’altro e l’altro davanti all’uno, davanti a due e fa la somma, le donne si spostavano ormai solo supine, e il loro busto schiuso raffigurava il sole. La ragione, a testa alta, con la sua gogna di indifferenza, lanterna a testa di formica, la ragione, povero albero di fortuna per un uomo sconvolto, albero di fortuna della nave … vedi sopra.
Per trovarmi ragioni di vita, ho tentato di distruggere le ragioni, che avevo, d’amarti. Per trovarmi ragioni d’amarti, ho mal vissuto. Alla fine d’un lungo viaggio, forse non andrò più verso quella porta che tutti e due conosciamo così bene, forse non entrerò più in quella stanza dove tante volte m’hanno attirato la dispe­razione e la voglia di farla finita con la disperazione. A forza di essere un uomo incapace di sormontare la propria ignoranza su se stesso e sul destino, forse mi deciderò per creature diverse da quella che avevo inventata.

A che cosa gli servirò? 

Da "La Vie Immèdiate" Paul Eluard

sabato 22 dicembre 2012

Vita!

Vita!
Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
- a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto - ,
per confondersi nella notte!
Vita!
Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!
Vita!
Juan Ramon Jiménez

Negli abbracci forsennati

Negli abbracci forsennati o dolcissimi non era il tuo corpo che cercavo bensì la tua anima, i tuoi pensieri, i tuoi sentimenti, i tuoi sogni, le tue poesie.
 Oriana Fallaci

Amare

Ho chiuso gli occhi per non vederti
e la mia bocca per non parlare
E dai miei occhi chiusi sono scese lacrime che non ho asciugato,
e dalla mia bocca chiusa sono nati sussurri
e parole mute che ti ho ho dedicato….
L’amore è quando le persone vivono l’uno nell’altro.
Mario Quintana

Il Tempo

La vita è il dovere che portiamo per realizzarlo in casa.
Quando si guarda, già sono le sei!
Quando per guardare, già è venerdì!
Quando si guarda, già è Natale...
Quando si guarda, già è passato l'anno...
Quando si guarda perdemmo l'amore della nostra vita.
Quando si guarda passarono 50 anni!
Ora è troppo tardi per riprovare...
Se mi fosse dato un giorno, un' altra opportunità, nemmeno lo guardavo l'orologio.
Sarei sempre andato avanti e avrei buttato sul cammino la buccia dorata e inutile delle ore...
Avrei tenuto stretto l'amore che mi sarebbe stato di fronte e avrei detto che lo amo...
E c'è ancora: non evitare di fare qualcosa che ti piace solo per mancanza di tempo.
Non evitare di avere persone al tuo lato per pura paura di essere felice.
L'unica mancanza che sentirai sarà di questo tempo che, infelicemente, non tornerà mai più.
Mario Quintana

Saper Vivere

Non so...Se la vita è corta
O troppo lunga per noi,
Ma so che nulla di ciò che viviamo
Ha sentimento, se non tocchiamo il cuore delle persone.
Molte volte basta essere:
Collo che accoglie,
Braccia che avvolgono,
Parola che conforta,
Silenzio che rispetta,
Allegria che contagia,
Lacrima che scorre,
Sguardo che accarezza,
Desiderio che soddisfa,
Amore che promuove.
E questo non è cosa d'altro mondo,
E' ciò che dà sentimento alla vita.
E' ciò che fa che lei
non sia né corta,
né troppo lunga,
Ma che sia intensa,
Vera, pura...Fino a quando dura
 
Cora Coralina

La voce del silenzio

Peggiore della voce che ammutolisce, è un silenzio che parla. Semplice, rapido! E quanta forza! Immediatamente mi giungono in mente situazioni nelle quali il silenzio mi disse verità terribili, perchè tu sai, il silenzio non è dato all'amenità Un telefono muto. Una e-mail che non arriva. Un incontro dove nessuno dei due apre bocca. Silenzi che parlano di questo disinteresse, dimenticanza, rifiuti. Quante cose sono dette durante la quiete, dopo una discussione. Il perdono non viene, nè un bacio,  nè una risata per mettere fine al clima di tensione.
Solo lui rimane immutabile,
il silenzio, l'anticamera della fine.
E' mille volte preferibile una voce che dica cose
che la gente non vuole ascoltare, perchè almeno le parole pronunciate indicano un tentativo di comprensione.
Le corde vocali in funzionamento producono ragionamenti, espongono le loro lamentele, giocano pulito. Già il silenzio architetta piani che non sono condivisi. Quando nulla è detto, nulla è pattuito.
Quante volte, in una discussione isterica
ascoltiamo uno dei due gridare:
"Dici qualche cosa, ma non restare
lì fermo guardando!"
E' il silenzio di uno, inviando cattive notizie per la disperazione dell'altro. E' chiaro che ci sono molte situazioni
nelle quali il silenzio è il benvenuto.
Per una persona che lavora con un martello pneumatico nella strada, il silenzio è un sollievo.
Per la maestra d'asilo,
il silenzio è un regalo. Per la sicurezza ad un concerto rock, il silenzio è un sogno.
Anche nell'amore, quando la relazione è solida e matura, il silenzio non disturba i due, perchè è silenzio di pace.
L'unico silenzio che disturba,
è quello che parla. E parla a voce alta E' quando nessuno bussa alla nostra porta, non ci sono e-mail in entrata non ci sono messaggi nella segreteria telefonica e anche così, comprendi il messaggio.
 Martha Medeiros

Cambiamenti

Tutti i cambiamenti, anche i più desiderati, hanno la loro malinconia, perchè ciò che lasciamo dietro è una parte di noi. Dobbiamo morire in una vita prima di poter entrare in un’altra.
Anatole France

L’intimità è un luogo segreto dell’anima

L’intimità è un luogo segreto dell’anima con una piccola porta che non apriamo quasi mai a nessuno.
Lì nascondiamo i bisogni più intensi, la responsabilità delle nostre scelte macchiate dai veri dolori e tutto ciò che ci ha reso davvero così. Se non ti è stato permesso di aprire quella porta non prenderti mai diritti che non hai sulle persone perché delle persone sai molto meno di quel che pensi. Solo varcando quella porta le conoscerai davvero. E non la puoi forzare, si apre da sé ed è molto lenta ad aprirsi, potrai spazientirti e decidere di andare. Però sarà il regalo più grande che potrai ricevere, perché al suo interno c’è la più profonda e chiara rivelazione di cosa sia l’amore.

Massimo Bisotti

Con ali segrete ho dipinto l’Amore

Arriva un momento nella vita in cui ti chiedi cosa stai facendo per te stesso e per gli altri, un momento in cui vorresti lasciare alle spalle ogni cosa che ti ha ferito o fatto gioire, e ricominciare come se nulla fosse mai successo. Un altro viaggio che non sia un sogno illumina la mente, lo immagini pieno di sorprese e fiori sconosciuti. Ci sono giorni che sanno stare sulla soglia del tempo e della ragione, risvegli che spingono verso la magia di questo viaggio: nessuna spina, nessuna malattia dell’anima o del corpo può turbarli. I ricordi sfumano, ridandoti il sorriso di volti amati, mentre irrompe la chiara consapevolezza che il senso di tutto è a un millimetro dal tuo essere. Ci sono giorni in cui hai il coraggio di lasciare l’apparenza agli altri e gioire del volo di un passero che hai salvato dalla bocca di uno dei tuoi gatti, sapendo che a spiccare il volo non sarà il passero ma la tua anima.
“Con ali segrete ho dipinto l’Amore”, Carlo Bramanti

Il bacio

Non appena si chiudono gli occhi, scompare il mondo,
solo il peso della tenerezza mi assicura l’infinito.
Il silenzio si tramuta in una notte calma
ci avvolge come una promessa,
e non c’è niente di strano,
se non la dolce lontananza che ci circonda
e che per caso ci lascia soli.
Cerchiamo assieme
un modo più sicuro che guardare o parlare
e lo scopriamo
quando perdiamo noi stessi.
Mi domando che cosa tenti di rassicurare
la tenerezza che torna da un lungo viaggio.
Parole perdute in un silenzio espiato,
ora respiri appena.
In realtà, già eri la stessa mia vita...
E tuttavia anche queste parole sono punibili
in questo momento in cui la tenerezza riempie il mondo
e io mi prostro per poter vivere in esso.
Shuntaro Tanikawa

Patagonia

Dissi forse la Patagonia, e immaginavo
una penisola, grande abbastanza
per un paio di sedie a sdraio
su cui dondolare nell’alta marea. Pensavo

a noi in un freddo mozzafiato, davanti
a un orizzonte tondo come una moneta, avvolti
nell’intreccio del ripiglino che i gabbiani giocano
dal mare fino al sole. Pensavo di aspettare

finché le onde non si fossero addormentate
dalla noia, finché gli ultimi cirripedi
ancora aggrappati,
preoccupati dal silenzio, non si fossero
allontanati ai remi di piccole piroghe, finché

quegli uccelli inquieti, le tue mani d’attore,
non ti fossero caduti esausti in grembo,
finché, finalmente, non ti fossi rivolto a me.
Quando dissi Patagonia, volevo dire

cieli vuoti di un blu che fa male. Volevo dire
anni. Li volevo tutti con te.

Kate Clanchy

Sulla riva

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all'oscuro di te e dei tuoi cari.
La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? ti spero in qualche porto...
L'uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l'aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause. 
Mario Luzi

Per l’Anno dei Folli (preghiera)

O Maria, fragile madre,
ascoltami, ascoltami adesso
anche se non so le tue parole.
Ho in mano il nero rosario, con il suo Cristo d’argento,
non è prediletto da Dio
perché io sono l’infedele.
Ciascuno dei grani è tondo e duro tra le mie dita,
è un piccolo angelo nero.
O Maria, concedimi questa grazia,
concedimi di cambiare,
sebbene io sia brutta,
sommersa dal mio stesso passato,
dalla mia stessa follia.
Anche se ci sono delle sedie
io sono sdraiata sul pavimento.
Solo le mie mani sono salve
toccando i grani del rosario.
Una parola dopo l’altra, ci incespico dentro.
Una principiante, sento la tua bocca toccare la mia.
Conto i grani come se fossero onde
che mi martellano contro,
saperne il numero mi fa ammalare,
afflitta, afflitta nel cuore dell’estate
e la finestra sopra di me
è la sola che mi ascolta, il mio essere goffo.
Dà in abbondanza, è rilassante.
L’elargitrice del respiro
lei, mormora,
i suoi polmoni esalano come quelli di un enorme pesce.
Sempre più vicina
è l’ora della mia morte
mentre mi risistemo il volto, divento come prima,
come prima dello sviluppo, con i capelli diritti.
Tutto ciò è morte.
Nella mente vi è un esile vicolo chiamato morte
ed io mi muovo lungo di esso come
nuotando nell’acqua.
Il mio corpo è inutile.
È disteso, accucciato come un cane su un tappeto.
Si è arreso.
Qui non ci sono parole se non quelle apprese a metà,
l’Ave Maria e piena di grazia.
Ora sono entrata nell’anno senza parole.
Noto la strana entrata e l’esatto voltaggio.
Esistono senza parole.
Senza parole una può toccare il pane
e riceverlo
senza emettere alcun suono.
O Maria, tenero medico, vieni con polveri ed erbe
perché sono nel centro.
È veramente piccolo e l’aria è grigia
come in una casa a vapore.
Mi porgono del vino come a un bambino si porge del latte.
Appare in un bicchiere di delicata fattura,
con la boccia circolare e l’orlo sottile.
Il vino ha un colore denso, muffa e segreto.
Il bicchiere si solleva da solo tendendo verso la mia bocca
e me ne accorgo e lo capisco
soltanto perché è successo.
Io ho questa paura di tossire
ma non parlo,
la paura della pioggia, la paura del cavaliere
che arriva galoppando nella mia bocca.
Il bicchiere si inclina da solo
e io prendo fuoco.
Vedo due sottili righe che mi bruciano rapide giù per il mento.
Mi vedo come se mi vedesse un altro.
Sono stata tagliata in due.
O Maria, apri le tue palpebre,
io sono nel dominio del silenzio,
nel regno della pazzia e del sonno.
C’è sangue qui
ed io l’ho mangiato.
O madre del grembo,
sono venuta soltanto per il sangue?
O piccola madre
Sono dentro i miei pensieri.
Sono rinchiusa nella casa sbagliata.
Anne Sexton

venerdì 21 dicembre 2012

Silenzio



Vi sono qualità incorporee essenze,
cui è data come una duplice vita, che è poi
doppia entità che sempre scocca
e luce, in solida forma e in ombra.
Vi è un silenzio che è duplice mare e riva
corpo anima. Abita l'uno in solitari luoghi,
ricoperti d'erba recente: qualche solenne grazia,
umane memorie e una lacrimata sapienza
gli han tolto ogni terrore. Il suo nome è Mai Più.
È quello il silenzio corporeo: non devi paventarlo!
ha potere in se stesso di nuocere.
Ma se mai un incalzante fato (intempestiva
sorte!) ti portasse a incontrar la sua ombra
(un elfo è, senza nome e frequenta solinghe plaghe,
mai calpestate dal piede di un uomo),
oh, allora, raccomandati a Dio!
Edgar Allan Poe